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Canna da Zucchero di Carla Menaldo

Canna da zucchero di Carla Menaldo

Marsilio pagg.206

“Sentivo le dita di Leo avanti e indietro sul collo, segnare leggere sporgenze delle scapole, poi la rientranza morbida in mezzo. Si muoveva con lo stesso ritmo avvolgente della musica, mi sfiorava con la sensualità di quella voce, potevo sentire sulla pella perfino la erre uvulare che era tutto il francese. Stavamo facendo l’amore, anche lì, senza bocca e senza sesso. Solo musica, perchè musica erano anche le sue dita.
Non era mai successo e non sarebbe successo mai più. Con nessuno.”

Primo romanzo di Carla Menaldo. Intenso, sensuale.
E’ la storia di Rosa vista  a 20, 30, 40 anni e poi una breve appendice a 70 anni.
A 20 prova l’esperienza lesbica con professoressa della tesi. La professoressa la formerà dal punto di vista culturale non solo sessuale.
A 30 anni Rosa è nel pieno del fallimento del suo matrimonio. Ha bisogno di dare una svolta alla sua vita, di cambiare aria per un po’. Va a Cuba e conosce un cubano, Awari , di cui si innamorerà.
A 40 ha una storia con un ragazzo più giovane, Leo, che incarna nella stessa persona gli ideali di femminilità e mascolinità. E’ sessuale e sensuale allo stesso tempo. Potrebbe essere la svolta che Rosa ha cercato per anni. Ma... 


Canna da zucchero è un romanzo che parla di sesso, ma non fine a se stesso. Le pagine si snodano insieme alla vita di Rosa, alla perenne ricerca della sua identità sessuale.
E’ un libro che emoziona, pieno di odori, colori, sensazioni. 
Scritto in modo impeccabile: da leggere.

Annalisa Trabacchin

 

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Tags: caffè letterario, recensioni libri, Canna da zucchero, Carla Menaldo

 

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