È ora di cambiare acqua
È ora di cambiare acqua
Che reazione avreste se entrando in un ristorante, in un bar o in qualsiasi altro locale pubblico in cui vengono servite delle bevande alcoliche, vi fosse proposta come scelta un vino rosso ed un vino bianco? Allo stato attuale, con la diffusione che sta avendo il vino, sicuramente la reazione non sarebbe positiva, per alcuni significherebbe cancellare quell'esercizio dalla lista dei preferiti, per molti sarebbe considerato un locale di bassa qualità. Bene, a mio avviso dovrebbe suscitare la stessa meraviglia il fatto di recarsi in un ristorante, magari blasonato, e trovare nella lista delle bevande solamente un'acqua piatta ed una effervescente. Innanzitutto qualche termine prima di proseguire, non a caso ho scritto acqua piatta e non “naturale” come ormai si è abituati a dire ordinando. Davanti a questa terminologia sono io il primo a spazientirmi perché è concettualmente sbagliato chiedere dell'acqua naturale ad un cameriere, perché tutte le acque che vi vengono servite lo sono! Quindi questa è una prima abitudine errata che dovremmo correggere, d'ora in poi cercate di farvi portare un'acqua liscia o piatta al posto della consueta acqua naturale. Già a questo punto molti di voi staranno rendendosi conto che quello che ho appena scritto è un'ovvietà, ma forse è talmente ovvia che proprio per questo continuiamo a mal interpretarla. Non spaventatevi questo errore è frutto solamente dell'abitudine e in uguale misura accadeva con il vino. Vi ricordate la domanda di partenza? Bene, cosi come i clienti chiedevano al cameriere semplicemente del vino, a mala pena specificando se fosse bianco o rosso, ora è più facile sentir pronunciare frasi del tipo: 'Mi dia un Brunello di Montalcino di Casanova di Neri del 2001'. Le persone che chiedevano del vino e poi il Brunello sono sempre le stesse, quello che è cambiato è il mercato, la pubblicità, ma soprattutto il fatto che davanti al cliente ora c'è una carta dei vini, dalla quale anche il meno esperto può leggere e dimostrarsi un sommelier agli occhi del cameriere. Questo processo, anche culturale, non è sbagliato a mio avviso perché ha fatto emergere una realtà, quella vinicola, che altrimenti non sarebbe emersa a discapito di tutti i vitigni, gli enologi e le risorse che le aziende vitivinicole ci possono fornire. Lo stesso parallelismo si può applicare all'acqua, cosi come all'olio d'oliva, all'aceto balsamico e un'infinità di altri prodotti.
I tempi sono ormai maturi per poter parlare di acque e non di acqua. E' giunta l'ora di ordinare al cameriere un acqua piatta St. Moritz o effervescente Frisia. Non importa se siete idro-sommelier o semplici curiosi, così come fate per il vino ora consultate la carta delle acque e degustate una di quelle proposte. Il perché di una carta delle acque è molto semplice, non abbinereste mai un Barolo Monfortino riserva del 1999 di Giacomo Conterno con un'orata al forno, allo stesso modo non dovreste abbinare un formaggio stagionato con un'acqua piatta Tavina. Questo per farvi capire che la varietà delle acque minerali è talmente ampia e soprattutto diversificata dal punto di vista chimico ed organolettico che non è più ammissibile, per come sta evolvendo oggi la gastronomia e la ricerca del gusto, sbagliare abbinamento anche con l'acqua. In Italia sono ancora pochi i ristoranti o i bar che propongono una carta delle acque, ma è un fenomeno in aumento e c'è chi, più vicino di quanto si pensi, la sta proponendo da mesi.
Volutamente non approfondiamo di più l'argomento, perché lo stupore di molti potrebbe essere abbastanza per continuare, ma a breve pubblicheremo degli articoli più specifici, in cui si analizzeranno i diversi tipi di acque, i bicchieri e le regole di servizio e i diversi tipi di abbinamento con i piatti.
Scommetto che vi è venuta sete? Versatevi un'acqua piatta o gassata e proseguite con la lettura degli articoli di Calle del Gusto 5.
Tags: Acqua minerale naturale, Acqua effervescente , Acqua liscia , Acqua Piatta , carta delle acque , oligominerale , minimamente mineralizzata



